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REGIA

EMANUELA PONZANO

PRODUZIONE

SOGGETTO : STORY

PRODUZIONE : INFORMAZIONI COMPLETE

CAST : LINK

Il progetto

Una nuova prospettiva è un film drammatico di carattere universale e storico per tutti, che vuole ricordare come degli eventi cosi gravi come il problema attuale dei rifugiati alle porte d’Europa sia legato profondamente e paradossalmente allo stesso motivo per il quale l’Europa è stata costruita dopo la seconda guerra mondiale .Ovvero il non volere ripetere l’orrore dei campi di concentramento e favorire la pace di Stati uniti di Europa contro ogni ritorno di nazionalismo e odio raziale…

Personalmente sono stata molto colpita dalla faccenda del muro spinato, del confine (Hatar) Ungherese. Di come le immagini di file lunghe di persone con bambini e qualche sacco raggruppati davanti al filo spinato e la richiesta di tutti i loro beni una volta accolti nei campi d’integrazione mi ricordasse il 1945.

Possiamo noi capire che la Storia si ripete nelle sue forme sia belle che orrende ? Che posizione prendiamo se siamo spettatori coscienti di questi eventi e cosa possiamo fare quando le possibilità oggi di comunicazione sono di gran lunga superiori al 1945. Continuamo a guardare?

In questa storia il ragazzino che gioca nella foresta sente, guarda, scopre, incontra e il suo sguardo diventa sempre più focalizzato sulla scoperta di un quadro nuovo, terribile. Spaventato torna verso casa con i suoi amici con dentro una nuova consapevolezza.

Il Tempo è protagonista del racconto. Inizialmente il tempo della narrazione è dilatato come se fosse sospeso tra sguardo e azioni minuziose del ragazzino mentre cerca oggetti nella foresta. La lentezza da un senso di quotidianità e di emotività nello sguardo del bambino nei suoi spostamenti e nelle sue scoperte sia sonore che visive. Dopo la scoperta della bambina persa e successivamente dei migranti con il filo spinato il tempo accellera tra passato e presente e porta un enigma temporale che solo alla fine sarà svelato.

Questo progetto di cortometraggio vuole seguire il vantaggio e il fascino della creazione di un cortometraggio che permette la sintesi come esercizio di stile sia da un punto di vista visivo,fotografico che da quello tematico. In una decina di minuti si ribalta con noi spettatori lo sguardo di un ragazzino,lo sguardo sul mondo,la connessione tra 1945 e 2016 in Europa, la nostra responsabilità sulla qualità del mondo che stiamo costruendo.

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